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Amministrative e interviste ai leader

05-07-2012 @ 14:50,Politica,Giancarlo,

Non voglio fare un Endorsement ufficiale; non sono più un giovinetto e ormai le passioni mondane non rapiscono più il mil cuore come un tempo.

Tuttavia, noto una differenza oggettiva fra il movimento 5 stelle e tutti gli altri partiti politici: nessuno ha intervistato Beppe Grillo dopo la schiacciante avanzata del movimento nelle amministrative 2012. E Beppe Grillo non ha rilasciato nessuna dichiarazione a nome del movimento. C'è solo qualche messaggio su twitter carico di entusiasmo.

Pensateci bene. I tg di tutto il mondo lasciano i microfoni aperti ai capi dei movimenti che sfondano il 10%, soprattutto quando sono novità. Quando poi sfondano il 20%, allora l'intervista è internazionale, come è accaduto alla Le Pain con i TG italiani.

Invece, Grillo non parla. La vittoria non è sua, ma dei ragazzi e ragazze del movimento. L'unico accenno a Grillo, oggi su Rai News 24, è stata l'intervistatrice che chiedeva a Putti, in odor di ballottaggio, se avesse già sentito Grillo. E lui: "no, ma credo che sarà davanti alla televisione a esultare un po' come tutti noi".

Ecco l'immagine di Grillo, a casa sua, davanti alla TV che esulta per il risultato del movimento non è proprio quella del capo-padrone dei partiti personali a cui siamo tanto abituati da non farci più caso. Da Berlusconi a Bersani, a Hollande, a Obama, i partiti sono diventati i loro leader, capaci solo di esprimersi attraverso un leader e delegargli tutto. L'uomo forte al comando.

Ecco, non so se i ragazzi del 5 stelle saranno tutti bravi e se faranno tutto bene; ma una novità assoluta a livello mondiale l'hanno già fatta vedere: una vittoria corale, un movimento senza un capo, un leader che canta vittoria. Invece, c'è un super tifoso rappresentante che se ne sta seduto in poltrona a casa sua, con popcorn e bandierine a festeggiare per il successo degli altri che si sono messi in gioco in prima persona.

E questa novità, devo dire, mi piace. È rinfrescante.


White christmas

11-22-2009 @ 05:57,Politica,Giancarlo,

Credevo fosse uno scherzo.

Accendo la televisione, per caso (non la guardo mai, la uso come sottofondo quando mi faccio un caffè), e sento parlare di questa cosa in un talk show urlatorio che va tanto di moda. Ovviamente spengo: le urla e la voce dei politici (felice il giorno in cui tutti i locali pubblici appenderanno un cartello con sopra scritto "qui non serviamo giraffe, serpenti e politici") mi infastidiscono più di un gesso che graffia la lavagna. Ma mi resta nella testa questa parola "white christmas" legato a un tema di razzismo.

Faccio un salto sul blog di Luttazzi, così, giusto per ridere e fare un po' di bile, ma un commento di un utente, a quanto pare cittadino di Coccaglio, sgrammaticato e pieno di "ke" al posto di "che" mi informa che si tratta di una carognata. Cerco "white christmas" su Google, e come prima voce esce questo articolo di repubblica.

A quanto pare, questa cosa chiamata "white christmas" è una specie di iniziativa di rastrellamento degli immigrati irregolari. Un cittadino bresciano di questo paesello dice che funziona così: "Ti spediscono una lettera, se non rispondi entrano in casa, vedono se hai clandestini".

White chirstmas. Un natale fra bianchi. Ho i brividi e il vomito.

Al generale cardinale Bagnasco non è piaciuto l'accostamento fra il tema religioso e l'iniziativa da stato di polizia. Dice che l'accoglienza è nel DNA della Chiesa. Un po' come lo sterminio e la distruzione sistematica, e quando impossibile, la contaminazione di ogni cultura differente. Strano, i promotori dell'iniziativa si sono dichiarati "ferventi cristiani". Evidentemente, i moniti delle autorità ecclesiastiche non sono abbastanza convincenti; o tutta questa accoglienza in tutto questo DNA, ai fedeli, non è proprio giunta.

Sarà un difetto genetico.



L'unico volantino gettato

07-13-2009 @ 07:19,Politica,Giancarlo,

Venerdì scorso, Qui Milano Libera ha organizzato una piccola manifestazione davanti alla stazione Cadorna di Milano. Lo slogan era "Fatti processare, buffone", rivolto a Berlusconi. Una manifestazione molto tranquilla, ma mi ha stupito un dettaglio.

I pendolari che tornavano a casa, stanchi al venerdì sera, non erano affatto seccati. Sembravano quasi... non so... risvegliati. E questo risveglio aveva un segno tangibile.

I ragazzi di Qui Milano Libera distribuivano un solo volantino, un foglio fotocopiato con su una foto dell'ultimo Intro Montanelli al Giornale, con una sua dichiarazione virgolettata:

"Veramente, la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle italie che io ho mai visto.
La volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo."

Ho visto una ragazzina di sedici anni, tutta magliettina, trucco e fusò, leggere avidamente questa frase "che neanche l'ultimo gossip su Ciao". Ho visto un'immigrata di quarant'anni studiare con attenzione questo volantino, tirando fuori gli occhialoni dal borsone e scandendo parola per parola. Ho visto un consulente vicino alla pensione con la giacca, la cravatta e la camicia a maniche corte fermarsi sulla banchina a leggere questo foglio. Ho visto pendolari qualsiasi prendere pacchi di questo volantino e distribuirli agli altri. Ho visto persino i poliziotti guardare Piero Ricca che gridava a gran voce "Fatti processare, buffone!" al megafono con un misto di apprensione, reverenza e ammirazione.

Sapete qual'è la cosa più affascinante di tutto questo?

Nessuno ha buttato quel volantino.

La ragazzina con la faccia seria se l'è infilato nel marsupio, l'immigrata con la faccia seria ha riposto gli occhiali, e dopo aver ponderato un attimo la questione ha piegato il foglio e l'ha messo in borsa, il consulente vicino alla pensione ha piegato il foglio in quattro con un gesto significativamente lento e se l'è infilato nella tasca interna della giacca. E pure io ho voluto tenerlo con me.

A riprova di quel che ho detto, ecco la foto dell'unico volantino gettato che sono riuscito a trovare.

Volantino non gettato.


Segue...

Ninna nanna

05-12-2009 @ 01:47,Politica,Giancarlo,

Guardo molto i telegiornali di regime. Soprattutto il TG5. Per me, amante della strategia e delle tecniche di comunicazione è semplicemente un esercizio sublime di propaganda morbida. Un capolavoro di faziosità, che non manca mai di stupirmi per la perfezione nel distorcere e mascherare le notize.

Ma da un po' di tempo in qua li vedo in crescente difficoltà. Ad esempio, la puntata di ieri sera. La scaletta riportava giusto una decina di minuti di notize: apertura sul Papa e sull'orrore della Shoah; la condanna europea ai decreti sull'immigrazione, la liberazione della giornalista Irano-Americana Roxana Saberì, assoluzione degli imputati per disastro in uno scontro ferroviario del 2005, e le richieste dei PM su calciopoli. All'interno, fuori scaletta la notizia di un folle che prende a martellate una coppia di anziani (salvati da due nigeriani che sono riusciti a bloccare il matto), e le nuove casette in legno per i terremotati dell'Aquila. Lo speaker è persino costretto a specificare che le casette... se le sono pagate le famiglie di tasca propria (parleremo di come sta andando la gestione del dopo-terremoto presto). Poi, circa quindici minuti di servizio sulla minigonna, sul backstage di Beautiful e sui campionati per giovani scacchisti e matematici. Ah, c'è anche l'inserto di una imminente missione della Nasa (lo shuttle che decolla fa sempre il suo bell'effetto). Insomma, si inizia col buonismo papesco che piace tanto agli ecclesiali, si continua con il "non sono stato io" del governo italiano, si continua con i cattivi islamici che stanno diventando più buoni, un po' di cronaca nera per gradire, che all'ora di cena fa sempre bene, giusto una rassicurazione sul terremoto per ricordarvi che il governo sta lavorando bene (a spese dei terremotati), e una valanga di gossip, fra l'altro datato e noioso, che persino Verissimo si vergognerebbe a trasmettere.

Dieci minuti di ninna nanna al TG5 sono una delle cose che mi mette più in allarme. Mi sono detto subito che, per aver buttato tanta nullità nella scaletta, doveva essere necessariamente successo qualcosa di grosso da coprire a tutti i costi. Inutile cercare su Google News; riporta solo le notizie autorizzate. Così, stamattina ho fatto il giro dei blog dei giornalisti veri, e guarda chi ti becco:



Il grande Daniele Martinelli che intervista Beatrice Borromeo su una assurda censura subìta dalla sua intervista nella trasmissione "L'era glaciale" di daria Bignardi. Non offenderò l'intelligenza di questa giovane giornalista indicando quanto sia bella; è un fatto totalmente secondario. Che poi è una bellezza naturale e interiore, la bellezza normale delle persone comuni ma vere. Trovo semplicemente splendido che l'Italia abbia ancora la forza di produrre giovani di questo calibro (non che io sia anziano, ma ahimé, mi avvio ormai verso la mezza età), e voglio raccogliere e fare tesoro dell'invito che la dottoressa Borromeo ci rivolge alla fine dell'intervista:

O andiamo avanti giorno dopo giorno, non gliene facciamo passare una, ci mettiamo tutti insieme, e cerchiamo di reagire, di convincere la gente che una reazione è fondamentale, oppure siamo fottuti.


Genchi non imputabile

05-04-2009 @ 02:32,Politica,Giancarlo,

La sentenza del Tribunale del Riesame è lapidaria. Gioacchino Genchi è "non imputabile" per i fatti ascrittigli. In legalese, significa "chi lo ha messo sotto processo non aveva il diritto di farlo, e lo sapeva o avrebbe dovuto saperlo".

Lo sapevamo anche noi. Lo sanno tutti gli uomini onesti.

In questo video, lo vediamo mostrare la batteria annerita, ma intatta, del cellulare di Paolo Borsellino, che si trovava sul luogo della strage. L'esistenza della batteria dimostra che l'agenda di Borsellino doveva ancora trovarsi sul luogo dell'esplosione, intatta, e che quindi deve essere stata portata via da qualcuno.



La cosa più bella in questo video è Salvatore Borsellino, che si alza per toccare, accarezzare quella batteria; quell'unica cosa di suo fratello ancora rimasta intatta.




Il contraddittorio di Grillo

04-02-2009 @ 05:22,Politica,Giancarlo,

Grillo non ha voluto contraddittorio nella trasmissione di La7 "Exit" di ieri sera. Bene ha fatto: contro le semplici verità autoevidenti che tutti conoscono delle quali ha monologato, l'unica replica possibile era 1) una spudorata o elaborata bugia o 2) un attacco da bottegaio come quel: "ma nel bicchiere che avevi in mano avevi acqua o vino bianco?" che si è sentito quando il livello di verità ha superato il limite del sopportabile.

Mi si permetta di citarlo, e possa un giorno questa frase essere scolpita nella lapide a questi subumani il cui valore è insufficiente a ripagarci dell'aria che hanno respirato fino ad oggi:

Oggi, in un'associazione a delinquere "vera", dentro c'è un notaio, un banchiere, un commercialista, un ingegnere, e a volte non c'è neanche un delinquente.