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La vera ragioni della crisi mondiale.

12-21-2011 @ 06:04,Attualità,Giancarlo,

L'economia mondiale è in crisi, e non è una novità. Ma, nonostante le pletore di commenti su tutte le piattaforme possibili, da parte di fonti autorevoli a piacere (inclusi premi nobel per l'economia) sono certo di non avere mai sentito una sola parola sulla causa reale della crisi. Paradossalmente, si avvicinano molto di più i commenti di alcuni lettori su notizie che riguardano l'economia che non il parere degli esperti interrogati (in realtà non è così paradossale, ma ne accenno più avanti).

Vorrei precisare che non sostengo che le analisi autorevoli che circolano da qualche anno siano sbagliate. Nel caso di Fitoussi, o di Roubini, o anche nel caso di autorevoli pensatori non economisti come Chomsky, le analisi sono fondamentalmente corrette, e le previsioni puntuali. Ciò nonostante, si verificano quasi sempre tre casi alternativi.

Nel primo, l'analisi è meramente qualitativa e prospettica. Pur fornendo previsioni puntuali, non si pone l'obiettivo specifico di individuare le cause fondamentali; parte semplicemente da un'analisi corretta della situazione iniziale e ne prevede l'evoluzione.

Nel secondo caso, si imputano le cause ad fattori reali ed effettivamente presenti e che hanno le conseguenze prospettate, ma che sono essi stessi effetti della causa prima. La crisi di liquidità, il rallentamento della crescita, la distanza fra le attività finanziare e quelle reali, la finanza derivata e altri fattori sono spesso indicati come cause dello stato attuale, ma sono essi stessi effetto di un problema più profondo.

Nel terzo caso, si individuano delle cause puntuali che sono effettivamente alla base di alcune crisi, ma che non colgono affatto lo stato del trend globale. Ad esempio, la crisi dovuta alla circolazione di titoli tossici ha sicuramente danneggiato l'economia, ma non ne ha influenzato il trend di lungo periodo.



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Un altro bavaglio?

03-22-2011 @ 06:05,Attualità,Giancarlo,

Certo che questi sono al lavoro 24 ore al giorno per cercare di fotterci.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/22/i-tentacoli-di-b-stanno-per-soffocare-la-rete/99236/#comments

E' dura stare al passo con questi "cervelli" sempre al lavoro per il mantenimento del loro potere, il che rende necessario l'esclusione dell'altrui pensiero e dissenso. Ma se non vogliamo che l'Italia, e gli Italiani (cioè, non qualcun altro: tu ed io), finiscano ancora più in basso e debbano vergognarsi ancora di più, un piccolo sforzo bisogna farlo.

Ad esempio, firmando questa petizione: https://secure.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?r=act


...D'ispirazione per l'occidente...

03-02-2011 @ 07:01,Attualità,Giancarlo,

Da un po' seguo Al Jazeera regolarmente.

No, non guardatemi storto. Al Jazeera non è una succursale di Al Quaeda, come ci insegnano i media nostrani; è un'emittente coraggiosa, neutrale e indipendente. E molto ben informata.

Uno degli opinionisti di punta dell'emittente in lingua inglese è Riz Kahn, che trasmette dallo studio di Washington, e che, con la stoffa del vero giornalista, conduce un programma fatto principalmente di interviste. Interviste dirette a persone notevoli, domande ispirate e risposte illuminanti.

Il suo ultimo approfondimento sulla situazione nel mondo arabo è da incorniciare.



La conclusione di Tariq Ali, noto studioso del mondo arabo, è notevole. "[Il popolo che si ribella] pone delle richieste impeccabili: richieste democratiche per elezioni democratiche che portino ad una costituzione democratica. E l'occidente, dove le democrazie sono stagnanti [...] dovrebbe essere incoraggiato da questa scarica, da questo fiorire di democrazia che accade nel mondo arabo; è estremamente positivo, ed ha molto da insegnare all'occidente."

Lo pensiamo in molti qui. In rete si inseguono i commenti mezzi ironici, mezzi amari e molto veri che gioiscono di fronte alla possibilità di esesre invasi dai profughi dei paesi del mediterraneo, cosa che porterebbe (nell'ironia) un po' di rivoluzione e di democrazia anche da noi.

Sono battute, ma sono anche un po' vere. Fra la gente comune, almeno fra quella minimamente consapevole del mondo in cui vive, è grande l'ammirazione per ciò che le popolazioni arabe stanno compiendo in questi giorni.

Che ci sia di ispirazione.

Il prestigio dell'Italia

02-25-2011 @ 15:16,Attualità,Giancarlo,

I ribelli: “Il regime è sostenuto dall’Italia”. Gheddafi: “L’Italia arma i ribelli”. Capisci il nostro prestigio internazionale vedendo le fazioni che per insultarsi si accusano a vicenda di essere nostri amici.

-- Da spinoza.it

Forse è giunto il tempo...

02-06-2011 @ 06:31,Attualità,Giancarlo,

Forse è giunto il tempo di pensare ciò che siamo e ciò che vogliamo.
- R. Saviano.

Autoattentati

10-02-2010 @ 02:53,Attualità,Giancarlo,

E' un po' che non scrivo, e non mi piace ricominciare con questo argomento, ma proprio, questa, non la posso mandare giù. Cercherò anche di abbandonare il mio stile prosaico e prolisso che uso come scudo alle emozioni.

Insomma, questa storia dell'attentato a Belpietro, direttore di Libero, è una bufala autoevidente. Analizziamo un po' di fatti.

1) La dinamica dell'incidente, così come ci viene descritta dallo stesso Belpietro.
1.a) Un attentatore si intrufola nel palazzo dove abita Belpietro, in attesa che questo rientri in casa.
1.b) L'uomo della scorta che lo accompagna fino alla porta di casa preferisce scendere per le scale invece di prendere l'ascensore (come al solito), perché aveva voglia di fumare.
1.c) L'attentatore appostato qualche piano più sotto (Belpietro abita al sesto, gli spari iniziano al quarto piano) spiana la pistola alla guardia giurata e PROVA A FAR FUOCO, ma la pistola si inceppa.
1.d) L'attentatore fugge; per intimidirlo, il poliziotto spara due colpi in aria.
1.e) L'intimidazione non sortisce alcun effetto, e allora il poliziotto insegue l'attentatore.
1.f) Il poliziotto spara al terzo piano, stavolta a altezza uomo, e manca il bersaglio.
1.g) L'attentatore riesce a far perdere le proprie tracce.

A parte l'incoerenza interna del racconto (le diverse versioni raccontate dal poliziotto e poi da Belpietro non quadravano mai del tutto; la finta uniforme della guardia di finanza, diventata poi una normale camicia da "periferia"), anche questa versione minimale e scevra di dettagli ha molte cose che non reggono.



Segue...