Navigazione


RSS: Articoli



Haiku informatico

03-14-2011 @ 17:06,Cultura,Giancarlo,

Ieri sera leggevo uno dei lavori di Tatsuno Kazuo, Kaze to asobi, kaze ni narabu (Imparare giocando col vento), e sono rimasto colpito dal capitolo intitolato 他者は自分の鏡 (gli altri sono il nostro specchio), in cui racconta del suo incontro con Momoko Kurota, una scrittrice e poetessa che faceva "corsi di Haiku per impiegati e studenti".

Oltre alla bellezza del pensiero di Momoko, che vede in queste "Haikai" (termine usato per indicare gli incontri più o meno formali in cui ci si riunisce per ispirarsi a vicenda e poetare assieme) un modo per conoscere se stessi attraverso gli altri, mi ha colpito molto questo haiku tecnologico, scelto fra alcuni haiku anonimi scritti dai suoi studenti:

ワープロの
かなが続けり
花の雨

Che suona come...

Dal video, glifi
proseguivano come
pioggia di fiori



Piccolo dizionario di Italiano Vero

11-21-2010 @ 09:57,Cultura,Giancarlo,

In questo periodo girano un sacco di parole strane spacciate per qualcosa di diverso. Cambiare le parole è il primo modo per cambiare la verità, quindi cerchiamo sempre di tradurre mentalmente queste parole bugiarde inventate da chi chi comanda con il loro vero significato. E bandiamo queste parole dal nostro dizionario, cosicché ci ricordiamo di non usarle mai.


  • Termovalorizzatore - inceneritore

  • Escort - prostituta

  • Utilizzatore finale - puttaniere

  • Danni collaterali - omicidi

  • Guerra preventiva - aggressione

  • Missione di pace - guerra

  • Partito dell'odio - libero pensiero

  • Contestualizzazione - ipocrisia






Radici eterne

07-10-2009 @ 11:52,Cultura,Giancarlo,

Lou impugna il giornale e lo trafigge con lo sguardo. Storce la bocca, disgustato. Vorrebbe buttarlo, ma lo piega alla benemeglio e l'insacca in una tasca della giacca sdrucita. Fruga nell'altra tasca e tira fuori le sigarette. Sul pacchetto legge “Il fumo uccide”. La cosa lo diverte sempre, ma stavolta sorride amaro. «Magari». Ne sfila una, l'accende e l'assapora socchiudendo gli occhi.


Segue...

Lo squittìo delle zoccole

06-10-2009 @ 13:39,Cultura,Giancarlo,

Non me la sono sentita di commentare i risultati delle elezioni. Onestamente, non ho capito se devo esaltarmi o disperarmi, o entrambi. Stavolta lascio volentieri il commento agli altri.

Quel che mi sento invece di commentare è la reazione di alcune ministre e sottosegretarie e senatrici alle uscite di Beppe Grillo, mentre discuteva in commissione parlamentare della proposta di legge popolare firmata da 350.000 persone (ma molte di più avrebbero firmato; erano finiti i moduli. Al giro dopo, di firme ne sono state raccolte circa un milione e mezzo), dopo due anni senza la benché minima attenzione. Le legittime, normate e costituzionali pretese di 350.000 cittadini ignorate per due anni.

Si badi, nessun'altra proposta popolare di questa entità è stata presentata o discussa nel frattempo, ed alla proposta è stato dedicato ben un quarto d'ora (mezz'ora diviso in contemporanea con un'istanza per una maggiore rappresentatività delle donne nelle liste elettorali).

Insomma, già sembrava assai irrispettoso per i firmatari e i sostenitori non firmatari della legge liquidare la questione in mezz'ora dopo due anni. Dovendola pure dividere in modo competitivo con un'altra istanza...

Ad ogni modo, in questo contesto, spiegando perché uno dei tre punti della legge consiste nell'obbligatorietà della fedina penale pulita per essere eletti (così come per, ad esempio, lavorare in una qualsiasi amministrazione), Grillo ha parlato delle "zoccole" che il capo del governo avrebbe fatto eleggere grazie al sistema elettivo attuale (testualmente "Hanno scelto 993 amici, avvocati e scusate il termine, qualche zoccola, e li hanno eletti").

Eppure, a quanto pare, dal contesto generale, le zoccole si sono sentite chiamate per nome, ed hanno prontamente risposto all'appello.

Strano. La reazione di una persona normale sarebbe stata quella di dire "ovviamente, non parlava di me". O alla peggio, "abbia il coraggio di dire a chi si riferiva, o si scusi con tutte.".

Ma a quanto pare, le zoccole si girano subito quando qualcuno le chiama per nome.

Approfondimento...


Segue...

Censura

03-30-2009 @ 01:52,Cultura,Giancarlo,

Gl'abusi un altro a criticar s'accinga,
per me da questa pasta alzo le mani:
canti ognun ciò che vuol, scriva o dipinga,
ch'io non vo' dirizar le gambe a i cani.

Salvator Rosa -- Tirreno


Il diritto di difendere le proprie idee

01-15-2008 @ 11:57,Cultura,Giancarlo,

I ragazzi della Sapienza non ne volevano sapere di ascoltare il discorso del Papa. Probabilmente, ha già chiarito abbastanza la sua opinione nei mesi passati, come ad esempio quando ha detto che esiste un'unica religione valida, e che l'unico modo giusto di amare è quello sancito per editto da egli stesso.

Il potere (ossia i giornali, i telegiornali e i politici, che sono la stessa cosa) ha gridato alla violazione dei diritti umani di e di libertà di parola. Questo, dimenticando che il Papa è libero di dire la sua nelle appropriate sedi, e non si fa scrupolo di usare questa libertà, e che questa sua libertà viene garantita da numerosi passaggi quotidiani su tutti i mezzi di informazione. I ragazzi della sapienza invece, a quanto pare, non sono liberi di esprimere il loro dissenso e di sentirsi usurpati nella propria integrità intellettuale e morale da un intervento fuori luogo, fuori sede e fuori misura.

Ma la Chiesa difende i potenti, e i potenti difendono la Chiesa. La diarchia potere religioso/potere politico ha da sempre lavorato al mantenimento dello status-quo, delle regalie e dei privilegi delle classi dominanti. Solo che oggi questi meccanismi sono evidenti, e la grottesca, infondata, inaudita e insostenibile difesa è risultata a chiunque, forse anche a chi si sente religioso, una penosa farsa.

Sono alle corde, e se ne sono accorti.

Aggiornamento:
Tanto è vero ciò che ho detto sul diritto dei ragazzi di esprimere la propria opinione, che per conoscere il contenuto della lettera, almeno a grandi linee, firmata dai docenti "contro", ho dovuto interpellare la stampa straniera. Dal sito della CNN:
"We have no objections to the pope visiting at any other time when there can be exchanges of opinion, but not at the inauguration," he said. "It was a mistake to ask him to come at this time."

Dal pulpito del TG5, Mimun lanciava strali, chiedendosi come avremmo fatto a spiegare al mondo questo atto di terribile intolleranza. Ebbene, a quanto pare il mondo se l'è spiegato benissimo da solo, visto che la notizia è riportata, fra quelle di secondo e terzo piano, con toni per nulla teneri nei confronti del Vaticano:

Articolo BBC

Articolo CNN