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Radici eterne

07-10-2009 @ 11:52,Cultura,Giancarlo, Commenta - 0

Lou impugna il giornale e lo trafigge con lo sguardo. Storce la bocca, disgustato. Vorrebbe buttarlo, ma lo piega alla benemeglio e l'insacca in una tasca della giacca sdrucita. Fruga nell'altra tasca e tira fuori le sigarette. Sul pacchetto legge “Il fumo uccide”. La cosa lo diverte sempre, ma stavolta sorride amaro. «Magari». Ne sfila una, l'accende e l'assapora socchiudendo gli occhi.


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Lo squittìo delle zoccole

06-10-2009 @ 13:39,Cultura,Giancarlo, Commenta - 1

Non me la sono sentita di commentare i risultati delle elezioni. Onestamente, non ho capito se devo esaltarmi o disperarmi, o entrambi. Stavolta lascio volentieri il commento agli altri.

Quel che mi sento invece di commentare è la reazione di alcune ministre e sottosegretarie e senatrici alle uscite di Beppe Grillo, mentre discuteva in commissione parlamentare della proposta di legge popolare firmata da 350.000 persone (ma molte di più avrebbero firmato; erano finiti i moduli. Al giro dopo, di firme ne sono state raccolte circa un milione e mezzo), dopo due anni senza la benché minima attenzione. Le legittime, normate e costituzionali pretese di 350.000 cittadini ignorate per due anni.

Si badi, nessun'altra proposta popolare di questa entità è stata presentata o discussa nel frattempo, ed alla proposta è stato dedicato ben un quarto d'ora (mezz'ora diviso in contemporanea con un'istanza per una maggiore rappresentatività delle donne nelle liste elettorali).

Insomma, già sembrava assai irrispettoso per i firmatari e i sostenitori non firmatari della legge liquidare la questione in mezz'ora dopo due anni. Dovendola pure dividere in modo competitivo con un'altra istanza...

Ad ogni modo, in questo contesto, spiegando perché uno dei tre punti della legge consiste nell'obbligatorietà della fedina penale pulita per essere eletti (così come per, ad esempio, lavorare in una qualsiasi amministrazione), Grillo ha parlato delle "zoccole" che il capo del governo avrebbe fatto eleggere grazie al sistema elettivo attuale (testualmente "Hanno scelto 993 amici, avvocati e scusate il termine, qualche zoccola, e li hanno eletti").

Eppure, a quanto pare, dal contesto generale, le zoccole si sono sentite chiamate per nome, ed hanno prontamente risposto all'appello.

Strano. La reazione di una persona normale sarebbe stata quella di dire "ovviamente, non parlava di me". O alla peggio, "abbia il coraggio di dire a chi si riferiva, o si scusi con tutte.".

Ma a quanto pare, le zoccole si girano subito quando qualcuno le chiama per nome.

Approfondimento...


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Censura

03-30-2009 @ 01:52,Cultura,Giancarlo, Commenta - 0

Gl'abusi un altro a criticar s'accinga,
per me da questa pasta alzo le mani:
canti ognun ciò che vuol, scriva o dipinga,
ch'io non vo' dirizar le gambe a i cani.

Salvator Rosa -- Tirreno


Il diritto di difendere le proprie idee

01-15-2008 @ 11:57,Cultura,Giancarlo, Commenta - 0

I ragazzi della Sapienza non ne volevano sapere di ascoltare il discorso del Papa. Probabilmente, ha già chiarito abbastanza la sua opinione nei mesi passati, come ad esempio quando ha detto che esiste un'unica religione valida, e che l'unico modo giusto di amare è quello sancito per editto da egli stesso.

Il potere (ossia i giornali, i telegiornali e i politici, che sono la stessa cosa) ha gridato alla violazione dei diritti umani di e di libertà di parola. Questo, dimenticando che il Papa è libero di dire la sua nelle appropriate sedi, e non si fa scrupolo di usare questa libertà, e che questa sua libertà viene garantita da numerosi passaggi quotidiani su tutti i mezzi di informazione. I ragazzi della sapienza invece, a quanto pare, non sono liberi di esprimere il loro dissenso e di sentirsi usurpati nella propria integrità intellettuale e morale da un intervento fuori luogo, fuori sede e fuori misura.

Ma la Chiesa difende i potenti, e i potenti difendono la Chiesa. La diarchia potere religioso/potere politico ha da sempre lavorato al mantenimento dello status-quo, delle regalie e dei privilegi delle classi dominanti. Solo che oggi questi meccanismi sono evidenti, e la grottesca, infondata, inaudita e insostenibile difesa è risultata a chiunque, forse anche a chi si sente religioso, una penosa farsa.

Sono alle corde, e se ne sono accorti.

Aggiornamento:
Tanto è vero ciò che ho detto sul diritto dei ragazzi di esprimere la propria opinione, che per conoscere il contenuto della lettera, almeno a grandi linee, firmata dai docenti "contro", ho dovuto interpellare la stampa straniera. Dal sito della CNN:
"We have no objections to the pope visiting at any other time when there can be exchanges of opinion, but not at the inauguration," he said. "It was a mistake to ask him to come at this time."

Dal pulpito del TG5, Mimun lanciava strali, chiedendosi come avremmo fatto a spiegare al mondo questo atto di terribile intolleranza. Ebbene, a quanto pare il mondo se l'è spiegato benissimo da solo, visto che la notizia è riportata, fra quelle di secondo e terzo piano, con toni per nulla teneri nei confronti del Vaticano:

Articolo BBC

Articolo CNN


TG5 vs Internet

11-14-2007 @ 13:23,Cultura,Giancarlo, Commenta - 0

Ancora una volta, un mezzo di informazione di massa prende spunto da un'abuso filmato e trasmesso in rete per attaccare con violenza la libertà. Libertà di espressione garantita da strumenti di diffusione del proprio pensiero come YouTube.

Questa è la lettera che ho postato al TG5, in relazione alla puntata delle 20:00 del 14 novembre 2007 (probabilmente, il brano sarà presto disponibile su YouTube).

Signori della redazione,

L'unica cosa che dovrebbe cessare è la vergongosa, immotivata, ingiustificata campagna denigratoria operata nei confronti dei servizi che su Internet, gratuitamente, diffondono qualunque filmato venga loro inviato a chiunque lo desideri vedere.

E' ovvio che in strumenti del genere, che operano "punto a punto", possono avvenire degli "abusi". Ad esempio, nelle trasmissioni di Radio Radicale a microfoni aperti se ne sentivano... di tutti i colori. Non tutte le persone sono civili.

Tuttavia, l'esistenza di strumenti come you tube consente, normalmente, a chiunque di eprimere liberamente le proprie opinioni e rompe l'oligopolio della trasmissione televisiva (ops... punto delicato per Voi, vero?), dall'altro permette di individuare questi incivili e colpirli, quando in mancanza di tali mezzi simili crimini rimarrebbero semplicemente impuniti.

A un bene fatto, se ne aggiunge un secondo.

E' vero, è ora di dire basta. Basta con l'abuso di posizione dominante, nonché con le menzogne autoevidenti che vomitate non sempre, come vorrebbero far credere alcuni, ma comunque troppo spesso nell'etere. Etere che costituisce un prezioso bene comune; vi ricordo che bene "comune" significa "dei cittadini". Non vostro.



Scale mobili

10-19-2007 @ 09:16,Cultura,Giancarlo, Commenta - 0

Piccola riflessione quotidiana: adoro vedere la gente che scende dal metrò alla stazione di Missori, linea 3, a Milano. C'è una piccola uscita a imbuto nella quale si riversa la maggior parte delle persone, proprio al centro della banchina, dotata di due scale mobili. Diligentemente, la maggior parte di Milanesi si dispone in un gruppo che forma due file per salire sulla sola scala mobile di destra; le due file scorrono l'una, a destra, piano, e l'altra, a sinistra, più rapidamente, poiché chi si dispone sulla fila di sinistra sale i gradini invece di lasciarsi semplicemente portare dalla scala mobile. Tutto è molto civile e ordinato.

Ma c'è sempre qualcuno che pensa di avere più diritti degli altri, e di essere abbastanza scaltro da prenderseli; così, invece di scegliere una delle due file che si accingono a salire sulla scala di destra, si allontana e si dirige verso quella di sinistra. Li vedi: sono sempre ben vestiti, con l'aria da affaristi anche quando magari sono solo gretti professori universitari (Missori è la fermata della Statale), camminano un palmo sopra e lontano dagli altri, e hanno sempre quel sorrisetto che dice "poverini, tutti ammucchiati come pecoroni".

Messo un piede sulla piattaforma di arrivo della scala di sinistra, questa si mette in movimento, e solo allora, magari dopo aver fatto un paio di gradini, si accorgono che la scala si muove verso il basso. E non è che la cosa sia tanto misteriosa: in fondo alla scala c'è il simbolo di "senso vietato", che indica che quella rampa serve a scendere.

Quando succede, hanno tutti la stessa espressione; come se la vita avesse privato loro del sacrosanto diritto di passare prima degli altri, di non rispettare il proprio turno e quello altrui. Beh, c'è anche un po' di vergogna, ma davvero poca, nelle loro espressioni. Superato lo sgomento, questi signori tornano sui propri passi e si mettono in fondo alla fila, una delle due. Non è mai troppo tardi per imparare.

Purtroppo, al di là delle scale mobili, chi sgomita trova più facilmente spazio che non ostacoli.