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Silenzio

12-15-2009 @ 07:53,Attualità,Giancarlo, Commenta - 0

Ho pensato a lungo se scrivere qualcosa o no riguardo alla recente aggressione al Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.

Ma ho deciso che la cosa migliore che posso fare è tacere. Ma sia questo un silenzio pieno, e non una mancanza di commento. Sia questo il rumore del silenzio che assorda e acquieta. Non il silenzio passivo della vigliaccheria e della svogliatezza, bensì il silenzio attivo dello sdegno e della coscienza.

Basta.

Sono stanco di luci, suoni, immagini in movimento, parole sensate, parole insensate, mistificazioni e realtà, sono stanco anche di distinguere. La realtà della mistificazione (essa esiste, è dunque reale pur essendo irrealtà) mi ha stordito, così come la mistificazione della realtà. Ho la nausea.

E allora, silenzio sia.

Ché, onestamente, è tutto ciò che questa faccenda merita.


Goedel e l'incompletezza di Dio (pt.2)

12-12-2009 @ 17:08,Filosofia,Giancarlo, Commenta - 0

In questa parte, tratteremo l'origine della "scienza della complessità" e delle sue caratteristiche fondamentali, di come proceda e di come si differenzi dalla scienza assiomatica.

Eravamo rimasti all'introduzione della meccanica quantistica, che per prima, propone l'idea che esistano grandezze non conoscibili non tanto per la difficoltà di essere misurate, o per l'inadeguatezza dei mezzi sperimentali di misurazione; insomma, non per una limitatezza dei nostri strumenti. Esistono grandezze non conoscibili poiché esse non hanno senso. Non esistono nella realtà fisica.

In particolare, il principio di indeterminazione stabilisce che è impossibile conoscere con precisione contemporaneamente il valore di due variabili correlate che definiscono l'esistenza fisica di un quanto: la sua posizione ed il suo vettore di direzione. Inoltre, queste due grandezze, seppur conosciute, sono espresse in termini di probabilità, e non in termini di misura puntuale.

Fino ad Einstein, incluso, vale la teoria "atomistica" di origine greca, di cui abbiamo parlato nella prima parte: dividendo la materia in parti sempre più piccole, si arriverà a un punto in cui non è più possibile dividere oltre, e quello è l'a-tomos filosofico. Con la meccanica quantistica, la natura della materia elementare cambia radicalmente. Possiamo arrivare fino ad analizzare un punto infinitamente piccolo dello spazio, un non-atomo la cui dimensione è un così detto epsilon piccolo a piacere. E la cosa stupefacente è che la meccanica quantistica ci informa che in questo spazio infinitamente piccolo c'è esattamente niente, o meglio, una probabilità infinitamente piccola di esistenza.

Se allarghiamo lo spazio di cui vogliamo sapere qualcosa, ecco che aumentano le probabilità di esistenza. Se lo spazio preso in considerazione è abbastanza ampio, la probabilità che una particella elementare vi si trovi all'interno è molto vicina alla certezza... senza mai esserlo; a meno che spazio considerato sia l'intero universo.

E la stessa cosa vale per il tempo. Se noi potessimo avere una macchina fotografica quantistica, e scattassimo un'immagine ferma nel tempo, in un preciso istante di tempo lungo epsilon piccolo a piacere, vedremmo il nulla, o meglio una probabilità di esistenza infinitamente piccola. Estendendo il tempo di osservazione, aumenta la probabilità di verificare un'esistenza, fino ad avere un valore vicino alla certezza quando il tempo è infinito. La certezza di esistenza si ha solo con un tempo infinito: un'eternità. Torneremo su questo punto nella terza parte.



Segue...