White christmas
Credevo fosse uno scherzo.Accendo la televisione, per caso (non la guardo mai, la uso come sottofondo quando mi faccio un caffè), e sento parlare di questa cosa in un talk show urlatorio che va tanto di moda. Ovviamente spengo: le urla e la voce dei politici (felice il giorno in cui tutti i locali pubblici appenderanno un cartello con sopra scritto "qui non serviamo giraffe, serpenti e politici") mi infastidiscono più di un gesso che graffia la lavagna. Ma mi resta nella testa questa parola "white christmas" legato a un tema di razzismo.
Faccio un salto sul blog di Luttazzi, così, giusto per ridere e fare un po' di bile, ma un commento di un utente, a quanto pare cittadino di Coccaglio, sgrammaticato e pieno di "ke" al posto di "che" mi informa che si tratta di una carognata. Cerco "white christmas" su Google, e come prima voce esce questo articolo di repubblica.
A quanto pare, questa cosa chiamata "white christmas" è una specie di iniziativa di rastrellamento degli immigrati irregolari. Un cittadino bresciano di questo paesello dice che funziona così: "Ti spediscono una lettera, se non rispondi entrano in casa, vedono se hai clandestini".
White chirstmas. Un natale fra bianchi. Ho i brividi e il vomito.
Al generale cardinale Bagnasco non è piaciuto l'accostamento fra il tema religioso e l'iniziativa da stato di polizia. Dice che l'accoglienza è nel DNA della Chiesa. Un po' come lo sterminio e la distruzione sistematica, e quando impossibile, la contaminazione di ogni cultura differente. Strano, i promotori dell'iniziativa si sono dichiarati "ferventi cristiani". Evidentemente, i moniti delle autorità ecclesiastiche non sono abbastanza convincenti; o tutta questa accoglienza in tutto questo DNA, ai fedeli, non è proprio giunta.
Sarà un difetto genetico.
Crocifissi
Come mi sono antipatici quelli che confondono i principi con i mezzi, e i mezzi con i fini!I crocifissi non sono un valore. Sono due pezzi di legno incastrati perpendicolarmente. Al limite, possono rappresentare uno o più valori, e sono i valori quel che conta, non la loro rappresentazione. Per trasmettere un valore, esiste un solo modo: condividerlo nei fatti, e con le proprie azioni.
Ma mi sono molto più antipatici quelli che monopolizzano i principi. Come se principi universali e fondanti l'animo umano da molto più tempo della comparsa delle prime religioni fossero in realtà commerciabili dai mercanti che vestono la toga in un qualche tempio.
Come se esistesse un solo tipo d'amore, e che l'unico amore legale fosse quello sancito per delibera papale.
Che i crocifissi stiano in Chiesa, giacché i nostri principi vanno ben al di là e oltre la semplice rappresentazione di un segno di parte.
