Menzogna e realtà
嘘はそれを嘘だと知るまでは真実だ。嘘から真実を見ぬくことは正しい事かもしれんが、
それが幸せを呼ぶとは限らない。
Uso wa sore wo uso to shiru made wa shinjitsu da.
Uso kara shinjitsu wo minuku koto wa tadashii koto kamoshiren ga,
sore ga shiawase wo yobu to wa kagiranai.
Le menzogne, fintanto che non le riconosci come tali, sono realtà.
Forse, distinguere le menzogne dalla realtà è la cosa giusta ma,
questo non basta a dire che è una cosa che può rendere felici.
Ergo Proxy
Dino Boffo e il gambetto di regina.
L'ormai ex direttore dell'Avvenire, Dino Boffo, non è affatto caduto in disgrazia. E' il casus belli che la Chiesa cercava per liberarsi di Berlusconi, che era accondiscendente, ma non controllabile. E' un gambetto di regina, e lo staff di Berlusconi (non so se per troppa sicurezza, ingenuità o paura) c'è cascato in pieno.Goedel e l'incompletezza di Dio
Prima parte...Scienza, matematica, filosofia e teologia sono andate a braccetto per lungo tempo nel tentare di dimostrare l'esistenza, la necessità e l'ineliminabilità di un concetto di "causa prima"; per alcuni, di un Dio, per altri, di un Entità cosmologica, per altri, di un semplice Princìpio, per altri ancora di una immensa esplosione. Ma oggi esistono strumenti logici, matematici e fisici, se non filosofici, più completi e raffinati, che ci permettono di superare questa frontiera ultima del precedente pensiero razionale.
Fin da Platone, o meglio, fin da Democrito e da Leucippo, il pensiero occidentale si è basato sulla potentissima astrazione analitica di causa-effetto, tanto da definire lo stesso concetto di razionalità come l'analisi di cause certe e di effetti che inesorabilmente discendono da certe cause. Magia è credere che agitando una zampa di gallina gli spiriti maligni fuggano, e con essi, le malattie; razionalità è cercare una causa alla malattia nell'aria, negli insetti, nei cibi, e alla fine capire come funziona il corpo, ed il suo sistema immunitario.
Questo modo di pensare, di analizzare il reale, è terribilmente potente, anche perché, casualmente, coincide con uno degli aspetti funzionali della realtà: le cose accadono perché fatte accadere da una causa. I corpi mantengono il loro stato di quiete o di moto fino a ché forze applicate su di essi non ne alterano lo stato, e mantengono il loro calore finché non lo scambiano con altri corpi. E' così potente che persino il pensiero magico finisce per essere, se non razionale, almeno logico; se agitando la zampa di gallina gli spiriti maligni fuggono, allora andranno da qualche altra parte, e se vanno da qualche altra parte bisognerà proteggersi... (questa nota non è gratuita. Ci servirà più avanti.)
Il pensiero razionale non è solo terribilmente potente nell'analizzare il reale, ma è anche estremamente efficace nel trovare soluzioni concrete a problemi concreti. Se ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, spingendo aria ad alta velocità in una direzione si potrà far avanzare un mezzo locomotore in direzione opposta. Agitare una zampa di gallina per ordinare a uno spirito di portarci in qualche luogo è sicuramente meno efficace che non costruire un aereo a reazione.
Ma il pensiero razionale di stampo "occidentale", ossia, che origina dalla filosofia greca e si evolve fino ai giorni nostri, per quanto potente efficace, ha un difetto ineliminabile, del quale si accorgono fin da subito i filosofi che ho citato: è "locale". Dato un effetto, ci permette di studiare le possibili cause, data una causa, ci permette di di studiare i possibili effetti, e così via fin dove vogliamo o possiamo arrivare.
E' affascinante notare come Democrito e Platone, usando lo stesso pensiero razionale, arrivino a conclusioni opposte, o meglio, si spingano in direzioni opposte. Democrito, (o meglio, la scuola a cui appartiene), scendendo nelle "cause" della materia, si spinge fino a teorizzare la "causa prima" nell'infinitamente piccolo, ossia, l' "atomo", l'elemento indivisibile e ultimo, che per "caso" o, secondo Democrito, per "necessità" si aggrega a formare la materia visibile. Platone si spinge verso l'alto e l'immenso, arrivando a concepire un motore universale, un Cosmo che è fonte e origine di tutto. Le conclusioni metafisiche a cui arrivano le due scuole sono ben diverse, ma il processo logico e gli strumenti razionali messi in campo da entrambe sono gli stessi.
Facciamo un bel salto fino ad arrivare ai primi anni del secolo scorso. Il salto è notevole (2300 anni), ma non lo è così tanto se si pensa che i testi di Democrito assomigliano davvero tanto ai trattati di fisica dell'800, e che quando si parla di "meccanica classica", ancora oggi, si fa riferimento a una fisica che affonda le sue radici in quella filosofia.
In questi 2300 anni di pensiero razionalista, poco è cambiato sia nella forma di pensiero che negli strumenti a disposizione per indagare la realtà. La matematica ha introdotto un linguaggio formale per esprimere il pensiero razionale, e gli altri rami della scienza nata, come la intendiamo oggi, dalla formalizzazione epiestemologica di Galileo, hanno permesso l'espansione del sapere "certo" ad altre aree della conoscenza. Oltre a questi strumenti, si è potuto contare di recente sull'applicazione di alcuni concetti matematici a processi iterativi, detti algoritmi, conosciuti in matematica e già formalizzati dagli Arabi, applicati al calcolo teorico da Charles Babbage e da Ada Lovelace già agli inizi dell'800, e formalizzati da Von Neumann, padre della moderna informatica, negli anni trenta del secolo scorso.
Ma nulla di tutto questo ha consentito di superare il limite ultimo del pensiero razionale classico, che consiste necessariamente nel partire da un punto iniziale e terminare necessariamente in un punto finale. Almeno fino ad un tempo molto, molto recente, ed ad una forma di pensiero, razionale ma induttivo-analogico, e non deduttivo-normativo, che in pochi ancora conoscono. E che va genericamente sotto il nome di scienza della complessità.
