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Nuove forme di risparmio in banca (II parte)

Riprendiamo questo mese l´argomento lasciato in sospeso nello scorso articolo.

Tra le nuove forme di risparmio che possono essere utilizzate con l´aiuto della vostra banca, troviamo le polizze assicurative miste, le Gestioni Patrimoniali e le Società di Intermediazione a Capitale Variabile.

Le polizze assicurative miste sono uno strumento relativamente nuovo, e molto interessante sotto il profilo rischio/rendimento. Operativamente, possono assumere diverse forme: la più comune è il pagamento di una certa somma come premio assicurativo; tale somma viene investita in attività finanziarie ad alto rischio, che permettono di ottenere rendimenti elevati nel caso l´investimento sia favorevole. Se, invece, l´investimento non risulta favorevole, la polizza assicurativa si "attiva", garantendo comunque il pieno recupero delle somme investite, e in molti casi anche un rendimento minimo paragonabile a quello dei Titoli di Stato. In poche parole: se le cose vanno bene si guadagna tanto, se vanno male non si perde niente.

In genere l´investimento delle polizze miste viene effettuato su attività finanziare sintetiche, come ad esempio vere e proprie "scommesse" su indici di mercato. Si tratta comunque di investimenti poco differenziati ed altamente rischiosi, concentrati su di un unico strumento, o pochi strumenti piuttosto omogenei.

Un´altra forma che può assumere la polizza mista è l´assicurazione sugli investimenti. In pratica, è possibile assicurarsi anche contro il rischio che il proprio investimento finanziario sia sfavorevole e porti ad una perdita netta di capitale investito, esattamente come si può richiedere un´assicurazione contro il furto o l´incendio. In questo caso, si pagherà un premio ad una società assicurativa, che, in caso di diminuzione del valore del capitale investito, provvederà a rifondere quanto perduto. Chiaramente, l´entità del premio è maggiore per investimenti più rischiosi. Questa forma di polizza assicurativa è in genere utilizzata solo da grandi investitori (visto che i premi sono spesso molto alti), oppure da società di gestione di fondi; questo perché è necessaria una elevata competenza tecnica per stabilire se il premio richiesto dalla società assicurativa è un prezzo equo da pagare per vedere azzerato il rischio di perdere il capitale investito.

Altra forma di risparmio "moderno" è la Gestione Patrimoniale. Il cliente affida una certa massa di denaro al proprio Istituto Bancario, o a società specializzate, e stipula un contratto di mandato. L´Istituto provvede a investire le somme ricevute in nome e per conto del cedente, allo scopo di far fruttare il suo risparmio e secondo le indicazioni fornitele dal risparmiatore. In cambio di questo servizio, la società che gestisce il denaro chiede una commissione, in genere una percentuale del capitale dato in gestione all´inizio del rapporto, più una percentuale dei ricavi finanziari ottenuti, ogni anno, al netto delle tasse. Vista la natura altamente personalizzata del servizio, per accedere ad una Gestione Patrimoniale è necessario un capitale molto elevato, (si va da un capitale minimo di 100 milioni ad uno di 500 milioni. In genere, non esiste limite massimo). La Gestione Patrimoniale, così come l´abbiamo definita, è uno strumento molto usato anche in passato. Da qualche tempo, però, hanno iniziato a comparire alcune forme standardizzate di gestione, che si possono configurare come veri e propri "pacchetti" di investimento. Se il vantaggio delle Gestioni Patrimoniali tradizionali è nella flessibilità degli investimenti e nella personalizzazione del rapporto tra il risparmiatore e chi investe il denaro, le Gestioni standardizzate si distinguono per una maggiore chiarezza di prezzi e trasparenza nella gestione. Infatti, il contratto di mandato delle Gestioni Patrimoniali standardizzate è uguale per tutti gli investitori, quindi sono identiche sia le modalità di gestione, che il risparmiatore conosce dunque prima di firmare il contratto, sia i prezzi del servizio. Si hanno dei veri e propri "listini", con il tipo di servizio offerto da una parte (incluse le modalità con le quali saranno utilizzati i fondi ceduti dal risparmiatore) ed i prezzi dall´altra; quindi, diventa facile il confronto con altre alternative di impiego del risparmio, come ad esempio i Fondi Comuni.

La Gestione Patrimoniale (sia quella tradizionale che quella standardizzata) può avvenire oggi tramite due modalità. Il gestore può essere incaricato di investire nei vari mercati finanziari (azionari, obbligazionari, titoli derivati, indici di borsa, titoli sintetici ecc.); in questo caso si ha la così detta Gestione Patrimoniale Mobiliare (GPM). Alternativamente, il gestore può investire unicamente in Fondi di Comuni Investimento; si ha così la Gestione Patrimoniale in Fondi (GPF). L´esplosione del mercato dei Fondi ha infatti moltiplicato le possibilità di investimento in questo settore. Esistono fondi aperti e fondi chiusi, fondi nei quali si può entrare e uscire (quasi) liberamente in ogni momento e con qualsiasi somma di denaro e fondi che richiedono impegni di vario genere, esistono fondi che offrono rendimenti "di mercato" e fondi che sono costantemente in "contro tendenza", ossia perdono quando il mercato sale ma guadagnano quando il mercato scende. Muoversi in questa jungla di fondi può non essere agevole per un risparmiatore comune; le GPF, investendo solo in Fondi Comuni, sono gestioni con profilo rischio/rendimento generalmente più basso rispetto alle GPM: consentono di ottenere rendimenti in qualche caso minori, ma abbastanza sicuri. Infatti, i Fondi Comuni sono già investimenti a profilo rischio/rendimento ridotto, con elevate possibilità di ottenere rendimenti leggermente superiori a quelli di mercato. Investendo e differenziando solo in fondi si ottengono posizioni poco liquide, ma molto solide sia dal punto di vista patrimoniale che dal punto di vista del rendimento atteso.

Ultima tecnica di investimento innovativa che tratteremo in questo articolo è l´investimento in Società di Intermediazione a Capitale Variabile (SICAV). Si tratta di una nuova forma di società che affianca le tradizionali forme associative a scopo di lucro (Snc, Srl, Spa ecc.); la SICAV può operare nel mercato finanziario secondo le modalità più disparate (che vengono in genere fissate per statuto), anche con azioni speculative o di "risk edging" (limitazione del rischio), al fine di ottenere il massimo rendimento possibile. Il loro unico utile è costituito dal guadagno sulle negoziazioni dei titoli, oltre all´incasso di cedole e dividendi. Investire in una SICAV significa acquistare una o più quote del suo capitale sociale. Operativamente le SICAV possono essere viste come Fondi Comuni; la differenza maggiore è che chi investe nelle SICAV diventa socio a tutti gli effetti. Partecipa alle assemblee, vota le iniziative più importanti, decide l´assetto istituzionale ed operativo della società. Non esistono "commissioni"; l´investitore paga unicamente i costi operativi della società (personale e strutture). Mentre con una società di gestione di Fondo Comune è entità separata dal denaro gestito, e deve ottenere un utile separato dal guadagno che viene percepito dai fondisti, la SICAV guadagna ciò che distribuisce.

Rispetto ad una normale società il cui oggetto sociale sia il solo investimento finanziario, le SICAV hanno il grande vantaggio di essere "a capitale variabile". In pratica, chiunque può aderire ad una SICAV o liquidarne le quote in qualsiasi momento, sia rivendendole (come normali azioni), sia chiedendo di cessare la propria carica di socio.

Tanti vantaggi sono bilanciati da due fattori molto importanti: primo, mentre dando in gestione il denaro con contratto di mandato, in caso di cattiva gestione esistono strumenti normativi di tutela molto potenti, nel caso di società i soci sono considerati corresponsabili della cattiva gestione, e quindi è necessario informarsi costantemente sulla professionalità delle persone che stanno "lavorando per noi". Secondo, l´investimento in SICAV richiede un (minimo) impegno sociale, come ad esempio presenziare alle assemblee (o delegare il proprio voto), mentre altri investimenti liberano completamente il risparmiatore da qualsiasi incombenza.

Riepilogando, tra le nuove forme di investimento per le quali le banche possono fornire adeguata assistenza, troviamo le polizze miste, che offrono la possibilità (non la certezza) di ottenere alti rendimenti eliminando il fattore rischio. In secondo luogo troviamo le Gestioni Patrimoniali (a loro volta divise in tradizionali e standardizzate) che possono avere ad oggetto investimenti mobiliari o in Fondi Comuni. In fine abbiamo visto l´investimento in SICAV, ossia in quote sociali di quelle società che operano unicamente nei mercati finanziari.

Giancarlo Niccolai.