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Nuove forme di risparmio in Banca.

Il mese scorso, dalle colonne di questo giornale, abbiamo visto come il conto corrente non sia più da considerare come uno strumento di risparmio, bensì come una forma di servizio per agevolare incassi e pagamenti. Continuiamo qui il discorso, rispondendo alla domanda che molti dei nostri lettori si sono sicuramente posti: quali alternative di risparmio esistono?

La più semplice e, probabilmente, la più conosciuta, è il libretto di deposito a risparmio. I rendimenti offerti sulle somme depositiate sono di poco superiori a quelli offerti per i conti correnti; comunque, tra tutte le alternative di risparmio, il libretto è la forma "più liquida", come si dice in gergo economico, ossia è lo strumento che permette di richiedere parte o tutta la somma versata in qualsiasi momento, e di ottenere immediatamente quanto richiesto. Il libretto può essere ancora oggi una valida alternativa a forme di investimento più remunerative, qualora si voglia mantenere una parte del proprio capitale immediatamente disponibile: per effettuare un pagamento urgente, o coprire uno scoperto di conto verificatosi in seguito a qualche imprevisto, è sufficiente chiedere alla propria banca di "girare" le somme dal libretto al conto corrente.

Il Titolo di Stato, (come ad esempio il BOT), è diventato oggi un prodotto "da specialisti"; in passato, i BOT e i BTP hanno offerto rendimenti elevatissimi, e più che sufficienti per soddisfare le esigenze di qualunque risparmiatore. Oggi, purtroppo, non è più così: le Obbligazioni di Stato, su qualsiasi scadenza, hanno rendimenti assai paragonabili a quelli di un libretto di risparmio, o in alcuni casi addirittura inferiori. L´unico loro vantaggio è la certezza totale di rimborso che offrono; per questo motivo vengono utilizzati dagli operatori finanziari ed economici come base da accoppiare ad operazioni più rischiose per avere una riserva di "investimenti senza rischio". Inoltre, proprio perché sono ricercati da questi operatori, è sempre possibile vendere i Titoli di Stato in qualsiasi momento ad un prezzo che corrisponde al loro reale valore; quindi si tratta di un investimento estremamente liquido e quasi privo di rischio.

Le Banche offrono in alternativa ai Titoli di Stato due strumenti: i Certificati di Deposito e le operazioni Pronti Contro Termine. I primi sono dei contratti con i quali il depositante si obbliga a lasciare presso la banca certe somme di denaro, e la banca, come contropartita, offre un determinato tasso di interesse sulle somme depositate. Il Pronti Contro Termine è invece contratto con il quale la banca vende oggi alcune attività finanziarie al cliente, e si obbliga a ricomprarle ad un prezzo determinato dopo un certo periodo di tempo. Sebbene siano due operazioni molto diverse sotto il profilo normativo, e offrano differenti possibilità per gli operatori finanziari, dal punto di vista del risparmiatore sono strumenti abbastanza simili: a parte il taglio minimo (molto alto per i PCT, e un po´ più accessibile per i CD), sono strumenti che offrono rendimenti abbastanza vicini. Mentre i PCT sono a scadenza abbastanza breve (in genere 3 mesi), i CD possono durare dai 3 mesi a 3 anni, e offrono rendimenti maggiori a scadenze più lunghe. Al contrario dei libretti e dei Titoli di Stato, sono però per natura un investimento totalmente non liquido: la durata dell´investimento è stabilita per contratto. Come per tutti i titoli di credito, è possibile vendere i contratti PCT o CD a terzi, realizzando così un guadagno, ammesso che ci siano persone desiderose di acquistare l´investimento. A parte la liquidità scarsa dell´investimento, entrambi i tipi di contratto presentano un rendimento praticamente privo di rischio.

Altro strumento interessante per i risparmiatori sono le obbligazioni emesse dai privati. Hanno caratteristiche simili ai Titoli di Stato; sono infatti un prestito concesso dal risparmiatore al privato che emette le obbligazioni: questo soggetto si impegna a restituire la somma concessa dal risparmiatore, e gli interessi maturati, secondo tempi e modalità stabilite in anticipo. Anche le obbligazioni sono un investimento a rischio piuttosto basso: l´unica possibilità di rischio è il fallimento dell´emittente, nel qual caso il risparmiatore dovrà attendere il termine delle procedure fallimentari per vedere rimborsato il proprio credito. In cambio di questo rischio, gli emittenti privati di obbligazioni sono disposti a pagare rendimenti elevati, in alcuni casi anche doppi, rispetto a quelli offerti da altre forme di investimento. Inoltre, esiste un fiorente mercato per le obbligazioni, e l´investitore che desiderasse riottenere il contante anticipatamente, troverebbe molto facilmente un compratore per i propri titoli. Inoltre, molte obbligazioni pagano gli interessi periodicamente in forma di denaro liquido; quindi l´obbligazione ha una liquidità molto superiore a quella di altri strumenti di risparmio, e del tutto paragonabile a quella dei Titoli di Stato.

Tralasciando le azioni, che sono un argomento troppo complesso da trattare in questo spazio, e di interesse limitato per un risparmiatore che non vuole correre rischi, passiamo ai nuovi strumenti di risparmio: le polizze vita e i fondi comuni di investimento.

Le polizze vita sono veri e propri contratti assicurativi con i quali il risparmiatore si impegna a pagare un premio periodico ad una società assicurativa. In cambio, l´assicurazione pagherà al risparmiatore, dopo un certo numero di anni, una somma di denaro corrispondente alla somma dei premi pagati più gli interessi stabiliti a priori. Oppure, il risparmiatore può scegliere di ricevere al posto di una somma di denaro, una serie di pagamenti periodici per tutta la durata della sua vita (la così detta rendita vitalizia).

Il fondo comune è un tipo di investimento molto semplice nel concetto: invece di investire i propri risparmi direttamente nei mercati finanziari, il risparmiatore può associarsi con altre persone con le stesse esigenze di risparmio e delegare ad una società di professionisti il compito di amministrare la massa di denaro così accumulata. Quindi, la società provvede ad investire per conto dei risparmiatori, secondo un mandato che le deriva dallo "statuto del fondo". In base a questo mandato, il gestore del fondo può essere libero di investire il denaro dove lo ritiene opportuno, oppure solo in certi settori dell´economia (titoli industriali o di Stato), della finanza (azioni, obbligazioni, titoli derivati) oppure del mondo (Europa, Stati Uniti, Estremo Oriente, Paesi Emergenti ecc.) o una combinazione qualsiasi di questi elementi. Non esiste garanzia che si realizzi un certo rendimento. Chiaramente, i fondi che investono in Titoli di Stato e Obbligazioni sono quelli con rendimento più stabile, ma più basso. I fondi specializzati in azioni sono quelli che offrono maggiori rendimenti, ma anche maggiori rischi. Generalmente, passato un periodo iniziale (in genere un anno) nel quale il denaro dato in gestione non può essere richiesto (a meno di pagare una penale), l´investitore può esigere in qualunque momento il rimborso di parte o tutto ciò che ha investito nel fondo, aumentato dei guadagni realizzati nel frattempo.

Esistono degli strumenti di risparmio ancora più sofisticati: le polizze miste, le Società a Capitale Variabile, e le Gestioni Patrimoniali, ma di questi argomenti parleremo il prossimo mese.



Giancarlo Niccolai.