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Il conto corrente come servizio

Comunemente, il conto corrente bancario, è considerato come una forma di investimento: si depositano somme di denaro su di un conto corrente di una certa banca, piuttosto che di un´altra, in base alla remunerazione offerta per il capitale depositato.

Attratti da elevati rendimenti nominali, la clientela deposita spesso cospicue somme di denaro sul conto corrente, aspettandosi di ricevere un rendimento effettivo paragonabile a quello di altre forme di investimento, come ad esempio i titoli di stato; invece, quando a fine anno si verifica la somma disponibile sul conto, ci si trova spesso con cifre ben inferiori a quelle previste.

Perché avviene ciò?

Per rispondere a questa domanda, è necessario illustrare cosa sia realmente un conto corrente, e come si sia evoluto questo strumento nel nostro Paese.

Il conto corrente di corrispondenza è un tipo di contratto con il quale "le parti si obbligano ad annotare in conto i crediti derivanti da reciproche rimesse..." (art. 1823 del Codice Civile, comma 1). Quando una delle due parti del contratto è un cliente generico e l´altra è una banca, si ha il così detto "conto corrente bancario", le cui rimesse sono costituite da flussi monetari: il cliente versa somme di denaro alla banca, e quindi acquisisce un credito verso di essa. Oppure, accade il contrario: è la banca che può erogare somme di denaro al cliente, cosa che fa nascere automaticamente un debito del cliente verso la banca.

La legge stabilisce anche che "Sulle rimesse decorrono gli interessi nella misura stabilita dal contratto o dagli usi ovvero, in mancanza, in quella legale" (art. 1825). Quindi, nel nostro ordinamento, è previsto che sui crediti reciprocamente contratti, le parti paghino degli interessi, ma, attenzione! Tradotto dalla lingua degli avvocati, l´articolo appena citato vuole dire che le parti pattuiscono liberamente il tasso di interesse che vogliono vedere applicato ai loro debiti e crediti (purché tali tassi siano al di sotto del così detto tasso di usura). Quindi, le parti possono accordarsi anche di non pagare alcun interesse sugli sbilanci del conto, o possono stabilire che una delle due parti paghi un tasso di interesse differente rispetto all´altra.

In più, la legge stabilisce (art. 1826) che ogni operazione può generare un "diritto di commissione" oppure un "rimborso spese per operazione", oppure entrambi. In altre parole, si può stabilire che ogni "scrittura" dia diritto alla parte che tiene il conto di imputare all´altra un costo forfetario, o di esigere il rimborso delle spese sostenute per chiudere l´operazione.

Nella pratica, il conto corrente bancario viene utilizzato per far transitare ordini di pagamento, oppure per ricevere un credito a breve termine (detto scoperto di conto). Il legislatore ha pensato al conto corrente non come un modo per "conservare" il denaro, ma come un servizio per semplificare le operazioni di pagamento e di incasso di chi deve eseguire molte operazioni di grande entità: così, invece di trasferire veri e propri "monti" di banconote e di trasportarli fisicamente da un luogo all´altro, è possibile registrare quanto dovuto ai creditori, o quanto dovuto dai debitori, e regolare la differenza solo in un secondo momento.

In Italia, al contrario che nel resto dell´Europa, e nonostante l´impostazione di base descritta dal Codice Civile, fino a qualche anno fa la maggior parte dei cittadini considerava il conto corrente bancario come una specie di "libretto di risparmio", meno redditizio, più costoso, e con qualche servizio aggiuntivo. Questo per due motivi: innanzi tutto, l´elevata inflazione dei decenni passati aveva reso necessario garantire alti interessi sulle cifre inscritte sul conto corrente. Altrimenti, lasciare fermo il denaro sul conto corrente non sarebbe stato conveniente; l´inflazione avrebbe eroso il valore dei depositi in C/C. Un conto corrente con bassi tassi di rendimento non sarebbe stato assolutamente "vendibile", dato che nessuno sarebbe stato disposto a vedere i propri soldi consumati dall´inflazione.

Inoltre, le banche avevano puntato a diffondere tale strumento, che era molto redditizio per loro; per incoraggiare l´uso del conto corrente in Italia (un Paese nel quale il C/C era uno strumento relativamente sconosciuto), erano disposte ad offrire alti rendimenti, così da attrarre anche clienti che non avevano un reale bisogno dei servizi aggiuntivi messi a disposizione.

La situazione oggi è cambiata: innanzitutto, l´inflazione è estremamente contenuta, addirittura inferiore a quella rilevata in molti Paesi europei. Inoltre, la clientela è più matura, e ha trovato forme di impiego del proprio denaro migliori rispetto ai tradizionali strumenti di risparmio offerti dalle banche: prima i titoli di Stato, poi i Fondi Comuni, e poi l´investimento in obbligazioni e azioni private. In terzo luogo, oggi il conto corrente è diventato uno strumento molto importante per chiunque: domiciliando stipendi e bollette, è possibile risparmiare molte ore al mese, che altrimenti verrebbero impiegate in lunghe file agli sportelli. Inoltre, se la criminalità è aumentata, grazie al conto corrente è possibile diminuire il rischio di furti e rapine: con il Bancomat e le carte di credito, non è più necessario portare con sé o tenere in casa molti contanti. Infine, la concorrenza internazionale ha fatto sì che le nostre banche si confrontassero con concorrenti provenienti da Germania, Inghilterra, Stati Uniti, e altri Paesi dove, da sempre, non esiste alcuna remunerazione per le cifre depositate in conto corrente.

Per tutti questi motivi, si va inesorabilmente verso un rendimento zero dei conti correnti: oggi il C/C bancario deve essere visto come un servizio indispensabile, che permette di risparmiare tempo e fatica, di semplificare molte operazioni altrimenti onerose, e che consente di pagare in tutta sicurezza spese di una certa entità, senza avere paura di scippi o rapine. Essendo un servizio che offre certi vantaggi, il conto corrente bancario ha un costo; chi vuole aprire un conto corrente deve valutare se tale costo è il prezzo giusto da pagare per avere in cambio certe opportunità.

Cosa deve fare il cliente? Oggi non bisogna più scegliere un conto corrente in base al rendimento offerto: si tratta di un fattore la cui influenza sul costo complessivo del conto è, in genere, molto modesta. Sono le spese per operazione, le spese fisse di tenuta conto, il costo di certi servizi accessori (come l´estratto conto, il pagamento delle utenze, il rilascio di libretti di assegni ecc.), ed in fine le spese di bollo che determinano il vero prezzo del servizio di tenuta di C/C da parte di una banca. Chiaramente, quando si intende aprire il conto corrente presso una banca, è necessario informarsi sulle condizioni applicate: le spese fisse, le spese per operazione e possibilmente il costo delle operazioni che si intendono veicolare sul conto (come il pagamento delle bollette) devono essere forniti dall´operatore che sta proponendo l´apertura. Le spese di bollo ammontano attualmente a LIT. 49.500 annue, e sono dovute allo Stato in quanto il conto corrente deve essere una scrittura ufficiale, ed è quindi soggetto a imposta di bollo.

Recentemente, molti istituti di credito hanno adottato per alcuni tipi di conto corrente la formula "zero spese, zero interessi": il cliente non paga spese per operazione né spese fisse di tenuta conto, e molto spesso sono azzerate anche le spese per i servizi accessori più comuni; in compenso, però le somme detenute sul conto corrente non vengono remunerate in alcun modo. Si tratta di una formula molto vantaggiosa per il cliente: sulle somme fatte transitare sul conto dalla maggior parte della normale clientela bancaria, gli interessi maturati non coprono che una minima parte delle spese; in futuro, con il plausibile appiattimento dei tassi di interesse, questo tipo di conti correnti risulterà ancora più vantaggioso: già oggi il tasso offerto dalle banche sulle giacenze è in genere molto basso (oscilla tra l´uno e il tre per cento netti), ma in futuro la tendenza è verso una ulteriore riduzione.

Riepilogando, il conto corrente deve essere considerato un servizio bancario; offrendo indubbi vantaggi, il conto ha un costo che dipende dalle condizioni applicate dalla banca e dal tasso di interesse offerto. Alcuni istituti offrono tipologie di conti ("zero spese e zero interessi") che non offrono interessi sulle somme depositate e che non caricano alcuna spesa, a parte l´imposta di bollo dovuta per legge. Tali conti risultano essere molto vantaggiosi per la maggior parte della clientela.



Giancarlo Niccolai.