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Obbligazioni bancarie: un investimento sicuro.

Le caratteristiche di una valida alternativa ai BOT.

Come apprendiamo da quotidiani ed altri mezzi di informazione, i "tassi" dell´economia sono in continua discesa; il Tasso Ufficiale di Sconto è recentemente sceso dal 5% al 4%, e secondo il Governatore della Banca d´Italia, è destinato a scendere ulteriormente. Contemporaneamente, l´ultima asta BOT (per i titoli emessi il 15 novembre) si è conclusa con un tasso di interesse di 3,61% per i "grossisti" del mercato finanziario, e dovrebbero arrivare al pubblico con un rendimento di circa 3,30%.

Esattamente, cosa significa questo, e cosa comporta per i piccoli risparmiatori?


Il tasso di interesse è il prezzo pagato da un soggetto che necessita di finanziamento in cambio del servizio offerto da un secondo soggetto che vuole impiegare una propria eccedenza di liquidità. Essendo un prezzo, anche il tasso di interesse segue la legge della domanda e dell´offerta: esattamente come in un mercato rionale, con bancarelle e venditori, quando più operatori offrono la stessa merce, o quando meno persone la comprano, il prezzo si abbassa. Viceversa, quando meno venditori offrono un dato bene, o quando si trovano molti compratori, il prezzo si alza. Stessa cosa accade nel mercato finanziario: se ci sono fondi sovrabbondanti il prezzo si abbassa (i tassi di interesse scendono), mentre se la quantità di servizi finanziari scarseggia rispetto alle necessità del mercato, il prezzo si alza (i tassi aumentano). Il massiccio afflusso di fondi verso gli strumenti finanziari di risparmio/investimento ha causato un inevitabile calo del loro prezzo.

Inoltre, esiste un altro fattore che influenza i tassi di interesse: l´inflazione. L´inflazione è un fenomeno le cui origini sono ancora oggi in parte da chiarire, ma i cui effetti sono ben noti a chiunque: una somma di denaro in un dato periodo di tempo vale meno della stessa somma in un periodo successivo. Basta pensare a quale patrimonio rappresentassero mille lire cinquanta anni fa, e a quanto poco valgano oggi. Chiaramente, chi offre denaro conosce bene questo fenomeno, e richiede tassi di interesse sempre superiori rispetto al tasso di inflazione; e se il tasso di inflazione si abbassa, anche i prezzi dei servizi finanziari si riducono di pari passo. L´abbassamento dei tassi di interesse, oltre a dipendere dall´aumento dell´offerta di strumenti e servizi finanziari, è stato determinato anche dal vistoso calo dell´inflazione.

Torniamo ora ai BOT: essendo notevolmente aumentato il numero di risparmiatori nel nostro paese in grado di comprarli, ed essendo scesa l´inflazione, è evidente che il loro rendimento offerto sia diminuito. Altri operatori si sono affacciati sul mercato delle obbligazioni, offrendo titoli di debito simili ai BOT; per vincere la concorrenza dei titoli di stato, i titoli "alternativi" offrono rendimenti superiori. La reputazione conquistata tramite i guadagni offerti in passato ai risparmiatori, la certezza del rimborso, il tamtam dei media, fanno sì che i BOT possano essere venduti anche con un rendimento minore rispetto ad altre obbligazioni di emissione privata.

Tra le obbligazioni emesse da privati, dal punto di vista della certezza del rimborso, le più simili ai Titoli di Stato sono quelle di emissione bancaria. Infatti, un´impresa corre sempre il rischio di non poter fare fronte ai propri debiti, per quanto remoto tale rischio possa sembrare; nel sistema bancario italiano, invece, esistono una serie di controlli di vigilanza preventiva tesi ad evitare i momenti di crisi in un particolare istituto. L´insolvenza di una banca verso i propri creditori è un caso estremamente raro, perché non è possibile, per le banche, emettere obbligazioni se non dimostrano di avere i fondi finanziari e le capacità gestionali di fare fronte al loro impegno. Quindi, le emissioni obbligazionarie di origine bancaria, sono "sicure" praticamente quanto i Titoli di Stato.

I tassi di interesse convergono al ribasso; significa che le obbligazioni, i prestiti, i BOT, i BTP e tutti gli strumenti di risparmio in genere ridurranno il tasso di interesse offerto; in uno scenario di calo dei tassi, un investimento a tasso fisso a lungo termine eseguito oggi è molto favorevole. Facciamo un esempio: oggi un BTP rende il 4% per dieci anni. Fra due anni, il tasso di interesse medio del mercato finanziario sarà ulteriormente sceso, ed i BTP a dieci anni renderanno (facciamo un ipotesi) il 2%. Questo significa che mentre i risparmiatori di domani potranno ottenere al massimo un rendimento del 2% su un investimento a dieci anni, chi compra un BTP al 4% fisso oggi avrà domani un investimento che rende 2 punti in più rispetto agli strumenti emessi nel futuro. Tanto più sarà forte il ribasso dei tassi, tanto più vantaggioso sarà compiere oggi un investimento di lungo termine a tasso fisso.

Ma recentemente, sono stati ideati due strumenti finanziari che permettono ai risparmiatori di sfruttare meglio i momenti di ribasso dei tassi di mercato: sono le obbligazioni step-down (o a cedola decrescente) e gli step-up (a cedola crescente).

I primi sono titoli a lungo termine che offrono rendimenti molto più elevati rispetto al tasso di mercato, nei primi periodi, per poi ridurre il rendimento gradualmente nei periodi successivi. I secondi, si comportano esattamente al contrario, offrendo all´inizio cedole basse, che crescono di entità con il passare del tempo.

Con un esempio possiamo illustrare i vantaggi di un titolo step-down rispetto ad un tasso fisso. Ammettiamo di avere in portafoglio un titolo che dura otto anni e che rende il 6% oggi, il 5% domani, ed il 3% per i prossimi sei anni; ammettiamo anche che il tasso di mercato odierno sia intorno al 4%. Il titolo offre una cedola molto elevata nei primi due anni di vita, quindi vedremo subito i frutti del nostro investimento. La cedola del 3% offerta negli anni futuri è bassa, rispetto ad oggi, ma se ammettiamo che i tassi di mercato si contraggano almeno fino al 3%, ecco che con lo step-down gli investitori ricevono rendimenti molto alti oggi, per poi mantenere un investimento a tasso di mercato domani. Una specie di "regalo", di premio che si riceve nei primi periodi della vita del titolo.

Lo step-up invece offre rendimenti crescenti. Ammettiamo ad esempio di avere un titolo che rende successivamente il 2%, il 3%, il 6% e l´8%. Se manteniamo le ipotesi sui tassi di mercato di cui sopra (ora 4%, in futuro il 3%), con lo step-up si sacrificano 2 punti di rendimento oggi, per avere un super-rendimento domani, (un rendimento che deve essere più alto di quelli offerti dagli step-down, perché il valore del denaro ricevuto in un futuro lontano si considera economicamente minore rispetto al valore del denaro ricevuto subito). Se ipotizziamo che i tassi di mercato non si fermino al 3%, ma continuino a scendere, la convenienza di uno step-up aumenta ancora di più.

Entrambi i tipi di obbligazioni sono premianti in ipotesi di ribasso dei tassi di mercato; cambia solo il momento nel quale si riceve il premio.

Riepilogando: il rendimento degli strumenti di risparmio è notevolmente calato, a causa dell´aumento dell´offerta di fondi e della diminuzione del tasso di inflazione. Per quanto riguarda i Titoli di Stato, essendo questi più richiesti di quelli ad emissione privata, essi possono essere venduti anche con un rendimento minore. Per battere la concorrenza di BOT, BTP e CCT, i privati devono emettere titoli a rendimento superiore. Tra tutti i titoli privati, quelli ad emissione bancaria sono i più sicuri. In questo periodo, con una previsione molto realistica di tassi al ribasso, conviene orientarsi verso investimenti a tasso fisso sul lungo periodo (almeno cinque anni), oppure, ancora meglio, sulle obbligazioni step-down se si preferisce ottenere un rendimento a breve termine, o sulle step-up, se si preferisce ricevere un rendimento ancora maggiore, ma nel futuro.

Giancarlo Niccolai.