Skip to main content.

L´Euro in tasca

Dal primo gennaio 1999, l´Euro diventerà la moneta legale italiana. Le lire continueranno ad esistere sotto forma di monete e di banconote, ma sarà possibile regolare i rapporti in Euro ogni qual volta non sia richiesto un passaggio diretto di contante. Un accredito sul conto corrente, un pagamento di una fattura, il saldo di un debito tramite bonifico, il pagamento di bollette, lo stacco di un assegno saranno tutte operazioni che potranno essere regolate anche in Euro, se lo si desidera.

E´ importante familiarizzare subito con la nuova moneta per due motivi. Il primo è che la convivenza fra le lire e gli Euro non durerà a lungo. Avremo solo tre anni di tempo per abituarci all´uso degli Euro; infatti, nel gennaio del 2002 compariranno le prime banconote nuove; le lire continueranno comunque a circolare fino al luglio di quello stesso anno, data entro la quale tutte le banconote e le monete che abbiamo usato fino ad oggi dovranno essere ritirate dal mercato. Ma attenzione: il limite del luglio del 2002 è solo una scadenza limite! Nulla vieta che, se si presenta un valido motivo, i governi europei decidano di dare avvio alla stampa delle banconote di Euro prima del 2002.

Ci sono due cose che cambieranno con il primo gennaio prossimo (che è molto vicino): le regole del gioco della grande finanza internazionale, e la vita quotidiana di tutti noi. Della prima, lasciamo che siano gli esperti ad occuparsene; qui vedremo cosa succederà ai nostri affari di tutti i giorni.

La conseguenza più visibile ed immediata dell´avvio della seconda fase dell´Unione Monetaria è la seguente: i titoli di stato, a partire dal primo gennaio, saranno denominati in Euro. Chi possiede BOT, BTP o CCT dovrà conoscere ed utilizzare la nuova valuta fin da subito.

Inoltre, i rapporti internazionali verranno regolati in Euro. Se qualcuno ha un´attività che lo obbliga a commerciare con altri paesi europei, avrà una gradita sorpresa: dal 1/1/99 non esisterà più il rischio di cambio (se si commercia con altri paesi che aderiscono all´Unione Monetaria). Questo perché dal primo gennaio il cambio tra le valute dell´Unione Monetaria sarà fissato in maniera ferrea in rapporto all´Euro. Quindi, chi commercia con Germania, Francia, Spagna, Austria, Finlandia, Olanda, Lussemburgo, Belgio, Irlanda o Danimarca non dovrà più iscrivere a bilancio il rischio di cambio. I prezzi saranno trasparenti e certi in tutti i paesi dell´Unione Monetaria, dato che i listini internazionali verranno redatti in Euro; se lo si vorrà, si potrà poi tradurre il prezzo nella moneta domestica, ma i listini per l´estero dovranno essere scritti nella nuova valuta.

Gli operatori turistici e coloro che gestiscono strutture di accoglienza (ristoranti, alberghi), ma anche i commercianti che occasionalmente ricevono clienti stranieri faranno bene a esporre i prezzi sia in lire (per i clienti abituali) che in Euro (per i turisti), in modo da attrarre anche la clientela proveniente dagli altri paesi dell´Unione.

Anche chi opera solo con imprese italiane potrebbe trovarsi di fronte alla necessità di lavorare con l´Euro. Molte grandi imprese italiane, tra cui il gruppo FIAT, hanno già deciso di operare esclusivamente in Euro; quindi emetteranno fattura nella nuova valuta europea, e obbligheranno i loro fornitori a fare altrettanto. Oltre alla fattura in valuta, le grandi imprese sono già attrezzate per effettuare pagamenti elettronici in Euro. E´ facoltà del creditore far trasformare dalla propria banca gli Euro ricevuti in lire, per poi versarle sul proprio conto corrente, ma è più semplice aprire un nuovo conto denominato in Euro, sul quale transiteranno i pagamenti internazionali e quelli verso le imprese italiane che hanno deciso di lavorare esclusivamente con la moneta unica.

Ma quanto vale un Euro? Il tasso di cambio verrà fissato solo il primo gennaio 99, ma oscillerà quasi sicuramente tra le 1.948 e le 1.952 lire. Quindi, un patrimonio di 1000 Euro equivarrà alla cifra di un 1.950.000 lire circa, mentre 100.000 lire saranno circa 51 Euro e 28 centesimi. Sì, perché con l´Euro torneranno i centesimi; un centesimo di Euro varrà all´incirca venti lire. La monetina da cinque centesimi che vedremo dal primo gennaio del 2002 sarà l´esatto equivalente delle nostre attuali cento lire. Un caffè (1.400 lire) costerà 72 centesimi di Euro, ed un giornale (1.500 lire) potrà essere acquistato con cinque centesimi in più, ossia con 77 centesimi.

Uno stipendio di 1.600.000 lire frutterà nelle nostre tasche ben 820 Euro e spiccioli. Si potrà comprare un automobile che ora costa 22.000.000 con circa 11.282 Euro. Come abbiamo detto, il taglio più piccolo sarà la monetina da un centesimo, che corrisponde a venti lire; il taglio più grande sarà invece la banconota da 500 Euro, che varrà circa 975.000 lire, abbastanza per effettuare in contanti acquisti anche molto impegnativi.

E´ bene iniziare subito ad imparare l´uso della nuova moneta: ci sono stati dati tre anni di tempo per abituarci a contare in Euro, tempo prezioso per capire come affrontare un Europa senza più lire, marchi, franchi, scellini, pesetas, ma solo con Euro; un tempo vitale anche per abituarsi a valutare i beni più umili senza rischiare di confondersi, pagandoli troppo. Molti ci daranno una mano: le banche in prima linea, che aiuteranno i loro clienti con la massima serietà e disponibilità, e che mostreranno gli estratti conto sia in lire che in Euro. Anche i datori di lavoro potranno segnalare il controvalore in Euro degli stipendi erogati (la FIAT pagherà i propri dipendenti direttamente con la moneta unica), e le amministrazioni pubbliche saranno obbligate a segnalare gli importi dovuti dai cittadini o versati a chi ne ha diritto sia in Lire che in Euro.

Giancarlo Niccolai.