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Vivere con le carte di credito.

Il come e il perché di questo moderno strumento di pagamento.

L´articolo di questo mese spiega tutti i vantaggi e gli svantaggi derivanti dall´uso abituale di una carta di credito.

Innanzitutto, per chi ancora non conosce questo utile mezzo di pagamento, la carta di credito è una scheda di plastica che, in cambio di una piccola somma pagata una volta all´anno (detta canone), permette di ottenere una linea di credito mensile. In parole povere, in cambio di un pagamento annuale, il titolare della carta può spendere anche se in quel momento non possiede liquidità, o non desidera pagare in contanti.

La quota annua che deve essere versata va dalle L. 30.000 alle L. 200.000 e oltre, a seconda del tipo di carta e dei servizi che garantisce. La maggior parte di carte di credito ha un "limite di spesa", ossia una cifra massima che può essere utilizzata come credito da parte del titolare; alcune (in genere le più costose) non hanno alcun limite di spesa.

A scadenza mensile, il titolare riceve l´estratto conto delle spese effettuate con la carta, ed un bollettino di pagamento che può essere paragonato a una "bolletta". Può essere pagato con qualunque mezzo (eccetto un´altra carta di credito...), in posta o in banca, o può essere domiciliata presso un conto corrente bancario. Alcune carte di emissione bancaria (come CartaSì, la più comune in Italia) devono necessariamente essere appoggiate ad un conto corrente.

Questa è la funzionalità della carta. Veniamo adesso agli svantaggi, e vedremo poi quali opportunità vengono offerte in cambio.

L´onere principale è costituito dal canone annuo. Per avere diritto all´uso di questo strumento, si devono spendere in genere dalle cinquanta alle ottantamila lire annue (per le carte di credito più diffuse), tra le quattro e le seimila lire al mese: circa il prezzo di un pacchetto di sigarette, o di quattro caffè.

Molti hanno paura di truffe a loro danno, o del pericolo dello smarrimento della carta. Tuttavia, il rischio di truffa è interamente a carico della società emittente, e per quanto riguarda lo smarrimento o il furto, è sufficiente darne immediata comunicazione alla propria banca di fiducia, o telefonare ai numeri verdi delle società che emettono le carte per dare immediato avviso dell´accaduto. Da quel momento la carta viene "bloccata", ed ogni rischio di uso fraudolento è interamente sopportato dalla società emittente.

C´è chi teme che, usando una carta di credito, possa "perdere il conto" delle spese che ha fatto, non avendo la precisa sensazione dei soldi che ha ancora a disposizione. Invece, all´effettuazione di ogni spesa eseguita con la carta, il negoziante, il supermercato, il distributore di benzina o chiunque accetti la carta, rilascia una ricevuta. Per sapere quanto si è speso, basta fare la somma di quegli "scontrini" che vengono stampati ad ogni utilizzo della carta.

Infine c´è un costo aggiuntivo per chi vuole pagare i rifornimenti di carburante con la carta di credito. Per ogni operazione effettuata ai distributori, il titolare deve pagare mille o mille e cinquecento lire di commissioni; in tutti gli altri casi, l´utilizzo della carta, a parte il costo annuo, è gratuito.

Passando ai vantaggi, il principale è dato dall´aumento della giacenza media. Quando la banca paga gli interessi su di un conto corrente, la cifra dovuta al correntista (o quella che il correntista deve alla banca) viene calcolata sulla media mensile dei saldi del conto corrente. Immaginiamo di iniziare ad usare la carta di credito quando abbiamo due milioni sul conto, al primo del mese. Durante tutto il mese, spendiamo due milioni usando solo la carta; il nostro conto in banca non scende di una lira. Il 27 riceviamo lo stipendio (per semplificare diciamo L. 2.000.000). Ora, la cifra che è presente sul nostro conto è di quattro milioni. A fine mese, le spese che abbiamo effettuato vengono "congelate", e ci viene spedito l´estratto conto delle spese con il relativo bollettino. Quasi tutte le carte di credito (tipo American Express, Diners ecc.) ci permettono di pagare entro il 15 del mese successivo all´effettuazione delle spese; quindi, riepilogando, dal primo al quindici di ogni mese abbiamo quattro milioni sul nostro conto; paghiamo quindi i due milioni spesi con la carta, e ci restano due milioni per altri quindici giorni: in media, fa tre milioni. Se invece avessimo pagato sempre in contanti, avremmo avuto all´inizio di ogni mese due milioni, ed alla fine zero, che in media fa un milione. Alla fine dell´anno un conto (remunerato al 2%) che ha avuto giacenza media di L. 1.000.000 viene premiato con 20.000 lire di interessi, mentre un correntista che ha tenuto sul conto mediamente L. 3.000.000 riceve 60.000 lire di interessi.

In conclusione, in questo esempio, se abbiamo comprato una carta spendendo 50.000 lire, alla fine dell´anno percepiamo interessi per 60.000 lire; la carta si ripaga da sola! E questo è ancora più vero se pensiamo che se andiamo "in rosso" sul conto in banca, spendiamo moltissimo per le commissioni e gli interessi passivi (in genere dal 9% in su), mentre con la carta di credito possiamo spendere anche senza avere soldi sul conto corrente, momentaneamente, senza alcun costo aggiuntivo.

In più, molte carte offrono degli incentivi: più si usa la carta, più si accumulano punti che danno diritto a viaggi, soggiorni e regali (anche di un certo pregio). Esistono anche degli esercizi convenzionati che applicano sconti o condizioni favorevoli agli utilizzatori di alcune carte di credito.

In fine, è da considerare importante il fatto che anche effettuando delle spese, la disponibilità liquida del titolare non sia intaccata. Anche se si fanno spese consistenti, restano sempre i soldi sul conto, che possono venire usati per le emergenze. Nell´esempio precedente, chi non usa la carta di credito alla fine del mese è "in bolletta", mentre chi la usa, pur facendo le stesse spese, ha sempre due milioni di riserva, che possono essere usati per qualunque emergenza.

In conclusione, la carta di credito è uno strumento di pagamento molto interessante, che permette di risparmiare e di avere una disponibilità finanziaria che in è spesso vitale.

Giancarlo Niccolai.